Il testo si struttura in alcune stazioni senza titolo: entrata della processione (dalla sala) sul palco e suo allestimento; risveglio di Nina sulla sedia-trono, sua meravigliata scoperta degli spettatori-invitati ma, anche, sua impuntatura per tornarsene a casa; teatrino improvvisato dai fratelli per divertirla e distrarla; monologo di Nina in proscenio o allocuzione al pubblico per mostrare le fotografie; diverbio fra Toruccio ed Ignazio a proposito della foto incriminata, mentre Paride cerca di mettere pace imponendo la sua verità; gioco di tira e molla della fotografia tra i due fratelli minori, troncato dal maggiore dopo la frase-schiaffo di Ignazio “Toruccio facciamo cavalluccio!”; scena che svela il primo stupro famigliare, di Toruccio bambino da parte del padre; lite violenta fra Ignazio e Toruccio, finché Paride non si rivolge contro Nina, momentaneamente messa da parte ma colpevole d’essersi impadronita delle foto; scena di violenza sadica dei tre “sacerdoti” nei confronti del capro espiatorio; contorsioni di Nina, la cui pancia, colpita dal calcio di Paride, improvvisamente si muove come corpo a sé; danza delle pellicce per distrarre la donna dal parto intempestivo, che si muta in stimolo d’eccitazione erotica per i maschi; la sorella indossa una pelliccia e si trasforma in puttana; seconda e fondamentale rivelazione nel monologo di Nina, che racconta candidamente d’aver dormito con Paride, e a volte anche con Toruccio ed Ignazio; Nina inchiodata al palco dal velo nuziale, lasciata sola dall’uscita, uno per volta, dei fratelli, s’impicca all’incontrario. 2003, p. 31). Glielo ha detto a Paride! Video di prova realizzato con videocamera sony hdr-cx405 e rielaborato con i-movie. Toruccio: ’Un s’attrova cchiù, fissa d’a Madonna!!! «Non è ora», gli dico! Mii quanti gabbiani! [56] «Nel primo studio di mPalermu» – racconta la Dante – «dopo la piccola abbuffata, Sabino recitava il testo di una bellissima canzone dei fratelli Mancuso [ma] tutto quello che accade durante la sua piccola abbuffata [...] è tremendo, spesso capita che vomita in scena dopo essersi ingozzato [...] ho capito il suo desiderio. Il duetto è un brano musicale per due voci soliste, con o senza accompagnamento strumentale. personaggi Qui si osserva un fenomeno misto rispetto a quello generalmente individuato: più breve nella prima versione, e perlopiù in lingua, il monologo plurivocale di Toruccio s’amplia nell’inedito e nell’ultima stampa (che si corrispondono) per l’inserimento di battute in italiano ma anche in dialetto: “U vidi appena ’un ti levi ’vizio ’i chiànciri?”; “Beddu beddu beddu si’!” (ed. “Al termine del lavoro di improvvisazione, quando abbiamo nelle mani una struttura chiara, [Emma] scrive il testo – anche per la registrazione alla Siae -, mentre noi continuiamo a lavorare su un canovaccio che deriva dalle nostre improvvisazioni e dai suoi suggerimenti”. agosto 2020. http://animalweb2003.altervista.org/Gatti/Orfano/G... prima di tutto consulta un veterinario se hai tanto a cuore la salute dei tuoi animali, magari ti può suggerire un rimedio estremo per salvarlo...per esperienza ti posso dire che le gatte fanno così perchè riconoscono che quel gattino ha qualcosa che non va, perciò lo lasciano in disparte per prendersi cura di quelli sani... Que pensez-vous des réponses? Ma dove le hai prese queste fotografie, Nina, erano secoli che non le vedevamo! Mio marito è santo. Anche lo scambio dialogico fra il maschio maggiore e l’infelice partoriente s’amplia con interpolazioni all’interno delle battute di ciascuno dei due che, da un lato, accrescono il pathos della preghiera dell’una (“Nooo! Lo sguardo in cagnesco ricade su Nina. Dalla famiglia allargata tipica del Sud, di mPalermu, con i suoi legami interni insondabili ma qui priva della figura paterna, si passa al nucleo ristretto, esclusivamente fraterno, di Carnezzeria. Mii che era tinta! Sono tutti morti. Qui, mentre nella prima e nella seconda versione Paride reagisce parzialmente in dialetto (“Mezz’ora pi sparari sta minchiata”, p. 29; “E tu ci metti mezz’ora pi sparari ’sta minchiata”, p. 7), nell’ultima traduce “e dopo mezz’ora spari questa stratosferica minchiata” (ed. 2003, p. 10; ed. Mio marito la conosce la strada per tornare al paese, vero Paride?”, implicando la conferma del fratello (“La sa a memoria”); così come addiziona le battute che palesano il tema d’una preoccupazione e d’una premura quasi materne (“Come farete senza di me? Nello sfogliare le fotografie, insieme ai fratelli, emerge a partire dall’inedito qualche frase in dialetto: “Talè ccà!” (Paride, a proposito della festa di carnevale); “Vincivi ’a coppa. ’Unn’a sapèmu tutti ’a verità?” (ed. Mio Dio mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando... Paride la guarda, sorpreso. I sitemi citofonici di ultima generazione sono la rispondono alla crescente domanda di sicurezza, di facilità di comunicazione … Altro. Batman, Spiderman o Diabolik?? mi siapiace non aver visto questa domanda ieri sera.. spero vada tutto bene stamani. Così ho pensato: “proviamo a dirlo in italiano, vediamo se ce la facciamo”. Sopra i tetti come i gatti #milanotropicale #gattino #attentiaigattini #tetti #skyporn #laviagattea #alcuorenonsinolo Intervista a Gaetano Bruno, in Palermo dentro cit., p. 167. (ined. Ignazio: ’Ava a essere ccà! Poi immobilizza i due fratelli acchiappandoli dalla nuca come fanno i gatti con i cuccioli e li costringe a cercare con lui quella “buttana di fotografia” per dimostrare la propria “ragione”; ma non la trovano e quindi dopo una breve pausa si accaniscono sulla sorella. Mii... quanti gabbiani! [44] Anche in questo caso la Dante mescola, coscientemente o inconsciamente, suggestioni europee e radici drammaturgiche siciliane, di quegli autori però che, come Rosso e come Joppolo, pur in tempi diversi mescolano l’Isola con l’Europa. ’Un t’u dimenticare: «Suca! 1) Paride: Vedi di finirla, Nina! Glielo ha detto a Paride! Ho usato molto il termine nei confronti di Eduardo, perciò rinvio alla mia Introduzione al volume della Cantata dei giorni pari (I) e ai volumi della Cantata dei giorni dispari (I-II-III), dei quali ho curato la nuova edizione Einaudi, e che sono usciti rispettivamente nel 1998 e nel 1995. Visita. Ma l’attacco di Nina, rivolto agli invitati in sala, è senza dubbio più efficace (corrispondendo allo spettacolo) che nell’ultima edizione, dov’è preceduto da un’altra strofa, esplicativa ma tutto sommato dispersiva nei confronti dell’effetto straniante e lirico, appunto, che la scena deve creare: compra anche il biberon adatto, o prova con un dito di un guanto di lattice al quale avrai fatto un minuscolo foro. 2005, p. 15). Paride: [...] ’Unn’è? Toruccio è bravo, è già la terza volta che vuole uscire. PENSIONE PER GATTI. Finalement ça sert à quoi un panier et des fauteuils confortables? 2003, p. 32). 2005, p. 25)[52]. Attraverso le prove, quei copioni continuano a subire modifiche magari assorbendo cadenze, accenti, vocaboli e modi di dire degli attori, che nello stesso nucleo stabile hanno provenienze diverse, ma che possono essere anche reclutati per uno spettacolo particolare, arricchendo il patrimonio linguistico della compagnia[55]. sicuramente perché non é un gattino sano,lascia fare la natura la mamma sa meglio di noi quello che fa,puoi provare a fare qualcosa ma sicuramente é inutile,nella mia esperienza di allevatrice mi é capitato un caso analogo,e il micino ha vissuto 24 ore ma poi non c'e l'ha fatta. di Comelei Kilosa su Pinterest. Se aspetto ancora, addivento zitella” (ed. [48] “Paride va verso Nina e scaraventa a terra le foto. Cfr. Ignazio! 2007, p. 109). è vero che lo rifiuta perchè hameno possibilità di vita, ma mica vuol dire che è giusto lasciarlo morire!!! (Pausa) Io e Paride dormiamo nello stesso letto, nel letto matrimoniale, quello dei miei genitori. È già la terza volta che vuole uscire. Nel resto un italiano regionale, siciliano nei costrutti delle frasi ma trasparente nelle scene rivelatrici, forti e patetiche insieme. Un minuto ancora. (A Paride) Mio marito è bello, perché pure l’occhio vuole la sua parte, non si dice così, Ignazio? Gatti sui tetti. 2007, pp. Un ossimoro che secondo Kantor era l’unico strumento per reintrodurre il concetto di vita nel teatro, cioè attraverso l’assenza di vita, un segno registico che popola tutte le creature di Emma Dante” (M. Gliozzi, Memorie in costruzione. D’altra parte nell’inedito e nell’edizione Fazi s’avvia da questo punto la scena persecutoria di Paride, spalleggiato dagli altri due, che ne condividono l’azione colpevolizzante (“È sua la colpa”) nei confronti dell’unica femmina, interrogandola prima allo scopo di inchiodarla: “Nina, chi è questa?”; Nina: “[...] Ignazio?”; Paride: “Come Ignazio! Ma dove le hai prese queste fotografie, Nina, erano secoli che non le vedevamo! Uno e due, uno e due...”; Paride: “Toruccio, dicci qualche cosa, falla distrarre!”, ed. [...] Vincisti ’u coppulone!! 126-127). Si è parlato a proposito dell’opera sia di “espressionismo caratteriale” sia di “espressionismo mediterraneo” (formula quest’ultima legata anche al teatro di Rosso di San Secondo); eppure, rispetto alle precedenti, qui emergono tratti di surrealismo grottesco, che diventeranno predominanti nel lavoro forse più famoso di Joppolo: I soldati conquistatori, primo titolo, nel ’45, di I carabinieri. La lite sembra precipitare nelle ultime due battute scambiate dai fratelli minori, sostanzialmente in dialetto in tutte e tre le versioni (Ignazio: “Dissi ’ca si’ un finocchio!”; Toruccio: “Chi mi dicisti?”, ibid., p. 106)[47]; ma Paride distrae l’attenzione per rivolgerla a Nina e colpirla, dopo aver buttato a terra le foto dello scandalo. La mia gatta aveva partorito 5 gattini e il primo nato era il piu' piccolo e lei, non solo lo scanzava, addirittura cercava di morderlo. lagattasultetto. Non lo fare!” (ed. lagattasultettomilano.com. [53] Emma Dante conferma: “Anche Carnezzeria, che è in italiano, ha comunque in sé il dialetto. Ma probabilmente poi scarta qualche altro gattino, evidentemente non ha latte per tutti, la cosa migliore sarebbe che la mamma lo riprende e tu però dai un po' di latte a tutti i gattini con la siringhetta o mini biberon, così hanno meno fame e la gatta li allatta tutti perchè succhiano meno. Ignazio: Accusì si stanca, Paride! Ci stanno guardando tutti. Questo bambino è santo. 2003, p. 32); “ci vengono a trovare. Title: Luciana-Littizzetto - Sola Come Un Gambo di Sedano, Author: ppvichi, Length: 98 pages, Published: 2010-06-08 Nell’esempio della Dante non si tratta di favorire la “circuitazione dello spettacolo” ma appunto uscire con lo spettacolo dall’impasse in cui sono bloccati i suoi personaggi-persone. Glielo ha detto a Paride! Rimasta sola, spaesata, illuminata, la pupa senza risvegliarsi completamente – la stupefazione continua fino in fondo a connotare, nello spettacolo, il personaggio – sale sulla sedia e s’impicca, al solito senza imitare il gesto, ché è soltanto la testa (sulla cui sommità è stato rifissato con uno spillone il velo) ad inclinarsi dall’alto verso il basso. Ora questo gattino ha due anni e mezzo, sta bene, e' molto coccolone, e' solo piu' piccolo della norma ma non sai che bello sapere di averlo strappato alla morte. spettacoli Sono tutti morti... (Paride comincia ad avviarsi verso l’uscita) Sii tu Toruccio! Si aggiunga la cura delle didascalie, qui ampliate nella direzione del dettaglio psicologico ed interpretativo (da parte della drammaturga). che manca nell’inedito, riassorbita dalla didascalia; o quelle che i fratelli si scambiano nella ricerca affannosa della foto incriminata: Sto male. cerca Ma io lo trattengo e lui va a dormire. En plus bon pied, bon oeil, il grimpe partout et s'égosille? Loro ci pensano a me, vero! Convert documents to beautiful publications and share them worldwide. (ined. Se l’edizione del 2003 (come si è visto) appare meno “consuntiva”[60] per ambedue i testi rispetto agli inediti del 2005, quella del 2007 è così a maggior ragione: non si tratta tanto di testi consuntivi quanto di un libro, appunto, da cui emerge una certa letterarietà, nella confezione, nella cornice. Il monologo s’allunga, per esempio, sviluppando in parole l’azione indicata soltanto dalla didascalia nella prima stampa, dove Nina prende le pellicce da terra e sprimacciandole le ridà ai fratelli aiutandoli a rivestirsi (p. 32); nel copione e nell’ultima stampa Nina dice: “Paride, rivestiti, che si è fatto tardi! Suca! per la pipì e la pupù dovrai stimolarlo tu: dopo che ha mangiato, bagni con acqua tiepida un pò di ovatta (per simulare la lingua di mamma gatta) e con quello massaggi dolcemente pancino e zona genitale.. così dovrebbe fasre qualcosina!! L'isola di cui parliamo era chiamata anche nei primi tempi, «Olivòlo» o per la configurazione del terreno somigliante ad un'oliva, o per la abbondanza degli olivi, o per un grande olivo sorgente sulla piazza di S. Pietro, o perché il castello era piccolo, e quindi «pagos oligos», alla Greca, veniva chiamato. lo rifiuta completamente, è talmente tanto piccolo rispetto agli altri che non riesce neanche a succhiare dalla tettarella della mamma gatta!ho prov a dargli da mangiare con una siringa, ma non riesce neanche ad ingoiare...non posso mica lasciarlo morire! I miei fratelli mi rispettano, per questo me li sono portati. Riportale a casa! Quand votre chat qui a 20 ans, vous fait chier non stop, que préconisez-vous ? 2007, pp. È Graziella! 2005, p. 25). Batman, Spiderman o Diabolik?? Si muove, papuzzo! C’è solo un signore, notturno e diurno, dei tetti. Ma non finisce qui... Perché questo bambino è santo [...]”, in tal modo creando con l’attacco della prima versione e dell’intermedia un anello perfetto. Nasce un violentissimo litigio fra i tre. La gatta sul tetto | design blog. Les groupes, les entreprises, les restaurants, les marques et les célébrités peuvent créer des pages pour communiquer avec leurs fans ou leurs clients sur (ibid., p. 124) Portalo al più presto dal veterinario,forse deve stare in un'incubatrice,chissà. La violenza della Storia segna un popolo, così una terra o un singolo individuo: la Piccola Storia balla sempre con la Grande Storia in una lotta feroce che è il teatro, come ricorda Eugenio Barba” (M. Gliozzi, Memorie in costruzione. [60] Per la definizione di drammaturgia “consuntiva”  rimando naturalmente a S. Ferrone, Non cala il sipario. L’ordine in palermitano del maggiore che fa le veci del padre (anche fonicamente nella successiva scena onirica) accomuna le tre versioni, sebbene la scena appaia ampliata nell’inedita e nell’ultima, come spesso avviene, attraverso ripetizioni o integrazioni di battute fra i personaggi. Ora ho riscritto il testo di Carnezzeria, in vista della pubblicazione ed è leggermente cambiato [...]” (Dante, La strada scomoda del teatro cit., p. 67). Pausa Convert documents to beautiful publications and share them worldwide. Paride e Ignazio ballano insieme (sulla destra, nello spettacolo). giornale Ma lo stesso gioco si muta in stimolo d’eccitazione erotica per i maschi preludendo a quella scena che nella didascalia della prima edizione è soltanto accennata (la scena di dolore si trasformerà in una giostra festosa, in cui dalla danza delle pellicce che volano come gabbiani, Nina, indossandone una, da sposa si trasformerà in puttana, ed. Questo bambino è santo! Publishing platform for digital magazines, interactive publications and online catalogs. Se ’un ti cuci ’a vucca, ti fazzu addiventare l’orifizio d’u culu quantu n’a casa [cascia] e ’u fiatu t’u fazzu nèsciri direttamente d’u stessu posto unni ti passa [nèsci] ’a merda... [...] Ti scripèntu! Ripensiamo a “’U vascio ’e donn’Amalia Jovine” in Napoli milionaria! (ed. 2005, p. 14; ed. Una notte ho fatto un sogno. 130-131). Il mare s’è attraversato ma per celebrare una festa funebre, un matrimonio per finta che culminerà in un suicidio alla rovescia. [...][49] Rilassati! Niente miscatu cu nuddu, sii [si’]! Vous avez encore des questions? Non solo, ma la colomba profanata racconta la propria profanazione all’origine di quel male oscuro che i “masculi” vogliono esorcizzare con l’abbandono. Lo stato del teatro, a cura di J. Jacobelli, Roma-Bari, Laterza 1992, pp. Pinterest. Ignazio: Cammina ballerina! 105-106). Vidìsti chi cazzo combinasti? e non lo mettere vicino alla madre, se lo ha rifiutato è meglio che lo accudisci tu e lo tieni lontano, ho sentito storie di gatte che hanno addirittura ucciso i propri cuccioli! Mii che era tinta! Pourquoi l'homme pense-t-il qu'un chat a forcément besoin d'un maître? 2005, p. 26; ed. Ho detto no! Ne emerge il motivo principale – comune alle tre versioni – che incomincia con “Io so fare tutto [...]” e termina con “Faccio tutto a comando” (ibid., p. 127); con il posludio che accompagna il riallaccio della fascia – fatto fare da Toruccio – alle parole: “Questa fascia ce l’ha data il prete. Scopri (e salva) i tuoi Pin su Pinterest. Visualizza altre idee su immagini, foto, foto di bambini. Da notare, ad ogni modo, che le inserzioni in italiano alternano qui, nelle battute di Paride come in alcune precedenti di Toruccio, il parlato ad un linguaggio sussiegoso, che fonde boria e gravità (Paride: “Ci vogliamo ammazzare come cani per questa minchiata o vogliamo portare a termine il nostro nobilissimo piano?”, ibid., 107; Toruccio: “Grazie.